domenica 5 aprile 2026

Cristo è risorto

  

“Cristo è risorto, alleluia!”: questo il saluto con cui tanti cristiani si augurano Buona Pasqua. Ricordo le Pasque passate a Taizè, durante la lunga e festosa liturgia domenicale, chiunque incontravi era questo il saluto gioioso.

“Cristo è risorto, alleluia!”, è il centro di tutto il messaggio cristiano, la Buona Novella, e la ragione del nostro far festa oggi.

La resurrezione di un uomo morto crocifisso: un fatto inspiegabile, antiscientifico, inconcepibile, a cui è difficile credere. Neanche gli apostoli credettero; il Risorto dovette presentarsi a loro in tutta la sua fisicità, e l'unico che mancava, Tommaso, anche lui volle avere la riprova materiale.

Nulla da meravigliarsi se in un mondo così positivista, legato alla materialità come il nostro, ci sia così tanta incredulità sul fatto centrale del Cristianesimo.

Eppure Cristo è risorto, e questa è la buona notizia, ed è una buona notizia anche per chi non crede o è agnostico. E come sarebbe bello se fosse vera, pensano nel loro intimo molti.

Se Cristo è risorto, tutto ha un senso: è la certezza che il male non trionferà, che la verità alla fine avrà la meglio sulla menzogna; la nostra vita, qui su questa terra, fatta sì di gioie ma di tanti dolori e angosce, che comunque termina con la morte, ha un senso perché il nostro fine non è qui; il nostro fine è quello di condividere con Gesù la sua sorte. Se Cristo è risorto anche noi risorgeremo, ci scrive San Paolo .

Ci troviamo in un’ora buia della storia, gravida di rischi terribili per l’umanità intera. Uno potrebbe chiedersi che senso ha parlare di resurrezione, augurarsi buona Pasqua, “in un mondo conteso tra potenze che lo devastano”, come ha detto il Papa lo scorso giovedì santo, mentre i popoli dall'una e dall'altra parte soffrono; che senso ha augurarsi buona Pasqua a Gaza, in Cisgiordania, a Teheran, a Kiev, nel Sudsudan, in Birmania, e nei sessanta luoghi dove imperversano conflitti armati.

Oggi abbiamo la certezza che tutto questo un giorno finirà, che Cristo è più forte. “La luce ha vinto le tenebre. La verità ha vinto la menzogna. Il perdono ha vinto la vendetta.” (dal messaggio di papa Francesco per la Pasqua 2025, l’ultimo prima di lasciarci). 

L’augurio di Buona Pasqua deve trasformarsi in un impegno anche per noi perché non possiamo accettare la situazione com'è, non possiamo accettare le guerre e la loro preparazione, non possiamo accettare le sofferenze inflitte a tanti uomini, dobbiamo assolutamente cercare di iniziare quel regno di Dio qui tra noi; il regno di Dio è in voi, come recita un libro di Tolstoj, un eretico per la sua chiesa, ma che aveva forse capito tante cose del messaggio cristiano.

La Pasqua, l'annuncio della resurrezione, non è qualcosa da prendere passivamente, ci deve spingere all’impegno, alla lotta.

Lotta e contemplazione per divenire uomini e donne di comunione: era il motto di Taizè negli anni ’70; quello che ha sostenuto tutta la mia vita fino ad oggi, anche se non sempre vissuta coerentemente.

Con questo invito alla lotta e alla contemplazione, nella certezza del trionfo del bene sul male, grazie alla resurrezione di Cristo, auguro a tutti una buona Pasqua.